Il dolore provocato dalla tua assenza forzata è incolmabile. Mi manchi macchietta nera.

Anonimo ha chiesto: domanda in senso ampio: non sarà che queste donne che parlano delle altre donne (sempre le altre, mai loro stesse) sempre in chiave critica, non sarà che queste donne che screditano le altre donne siano proprio loro le peggiori detrattrici del genere femminile?

nomatterwhodisapproves:

Direi che sono tra i peggiori detrattori/trici del genere femminile, sì. Che poi secondo me è tutto da inserirsi nell’orbita di quella fenomenale sindrome di Stoccolma dalla quale sono affette la maggior parte delle donne - io compresa. Mi spiego: è vero che molto spesso noi donne ci critichiamo a vicenda, anche in maniera spietata, ma è altrettanto vero che generalmente la causa della critica sta nella mancata aderenza allo stereotipo femminile al quale il pensiero patriarcale vorrebbe relegarci. Abbondano le critiche sull’aspetto fisico, sul comportamento (o l’attitudine) sessuale/sentimentale, in rapporto ai figli e la famiglia e, nondimeno, sul modo di relazionarsi al genere maschile.
Ci ho fatto caso l’altro giorno, mentre camminavo con mia madre: nel giro di qualche ora è stata in grado di sputare una serie infinita di sentenze sull’aspetto delle donne che incrociavamo: “ma guarda che scarpe”, “ma dove pensa di andare con quei coscioni”, “ma io ho il culo basso come quella?" (interessante anche l’ossessione per la comparazione, ma sorvoliamo), "cristosanto che capelli" e via dicendo. Ad un certo punto, piuttosto esasperata, le ho chiesto se questo genere di osservazioni (per usare un eufemismo) fossero strettamente necessarie. La sua risposta è stata "no, ma tanto mica mi sentono, su!”.
Il problema a mio avviso non starebbe in un’ipotetica critica aperta e sfacciata in sè, quanto più nell’impulso a porsi in questo modo nei confronti delle altre donne. Prima ho parlato di “sindrome di Stoccolma” proprio in questo senso: sappiamo che questo, chiamiamolo tarlo, fa del male a noi stesse e alle altre, eppure non riusciamo a rinunciarvi.

Quando cammino per strada sono consapevole del fatto che in tutta probabilità qualcuno sta criticando questo o quell’aspetto nel quale manco di aderire ad un’idea prestabilita di donna. E non è una sensazione semplice da ignorare.

Mi pare una domanda che poteva essere posta in un palco di una di quelle manifestazioni di Se non ora quando e cazzate simili. Il femminismo è un’altra cosa. Superiamo sto problema del genere.

Accetto consigli su come tagliare la barba. E’ valido solo per i prossimi 10 minuti (a partire dalle 12:20), perché poi me ne devo andare.

Linee guida: la barba è lunga qualche centimetro ed è omogenea. Incolta da qualche mese.

Rebloggato da bella.confusione

Expropiation of food and some other things in Vyronas.

Can someone give me some translations of the comments of the people interviewed?

Text of the action here.

nel dubbio rispondi lo stesso. scrivimi lo stesso. anche se non ricordo se ho posto domande :P

Fatto. Era una battuta squallida in risposta ad una tua affermazione :(.

Benvenuti nuovi followers.

Welcome new followers.

Bienvenidos a los nuevos followers.

Bienvenus nouveaux/nouvelle followers.

Se mi avete mandato un ask o una fan mail e non vi ho risposto, molto probabilmente è perché non si inviano correttamente le mie risposte. Sono già accaduti diversi casi.

Quindi, se pensate di rientrare in questo caso, fatemi sapere, così vi rispondo.

autonomeantifa:

Διαδήλωση στόμα με στόμα, Περιστέρι 5-4-2014

Rebloggato da

Athens, Greece: Protest action at Koridallos men’s and women’s prisons

Prison yards of Koridallos.

The State murders prisoners – Ilir Kareli

If not now, when?

(A) We don’t forget, we don’t forgive (N)

Fire to the hellholes, bombs on the courts – A.C.A.B.

The blood is still flowing seeking revenge

On Monday, March 31st, 2014, men incarcerated in the A wing as well as women inmates of Koridallos prisons refused to return to the cells after the end of time on prison yards, staying outside for one hour (from 11am to 12pm) as a sign of mourning and rage over the recent death of their fellow prisoner Ilia (Ilir) Kareli.

In the A wing of Koridallos men’s prison, slogans were painted on walls of the yard while inmates shouted slogans such as “And now one slogan that unites us all: cops, pigs, murderers,” “The blood is still flowing seeking revenge,” “Fire and arson to all the prison cells.”

Footage from these moments:

In the women’s prison, inmates chanted slogans against cops, prisons, Golden Dawn thugs, like: “Fire and arson to all the prison cells,” “Fascist scum, soon you will be hanged at gallows”, “Rage and consciousness, negation and violence bring chaos and anarchy,” “The States are the only terrorists; solidarity with armed guerrillas,” “Fire and blast at this brothel.”

Below is the text of men and women prisoners from Koridallos which was sent to the ministry.

Prisoners’ announcement to the ministry of Justice:

Only a few days after the brutal assassination of our co-prisoner Ilia Kareli, and while his blood from the beatings of his torturers is still fresh, nobody from the ministry of Justice has done anything regarding this killing. That’s why today the 31st of March we men/women prisoners in Koridallos will stay outside in the yards until noon, for one hour after lock up time, as a sign of protest.

We demand that the ministry apologize publicly to the murdered prisoner’s family, and find and punish the uniformed murderers that killed Ilia Kareli. We owe it to our dead fellow inmate, to ourselves and the dozens of prisoners who were tortured and lost their lives in the correctional galleys. We will either fight for our rights, or we will die slowly inside the prisons.

Men/women prisoners of Koridallos

PS: The mobilization against the fascist bill of the ministry of Justice for type C prisons continues until victory.

Source.