Qualche ora fa è stato di nuovamente arrestato Michele. E’ stato prelevato nella sua abitazione alle 16:30 da tre agenti della PS. Se potessero andrebbero a prendere anche Damiano e Fabrizio, ma loro purtroppo non sono più con noi.

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Aggiungo,

Ho camminato con gioia infinita sulle vie del Dolore. Per compagno ebbi sempre il pericolo che amai come un caro fratello. Sulle labbra ebbi sempre l’ironico sorriso dei superiori e dei forti; negli occhi sereni la fascinatrice visione della tragedia eroica che solo comprendono i veri amanti della libera vita. Ero solo… ma nell’ombra sapevo che stava nascosta un’ardita falange di coerenti e di audaci che vivevano la mia stessa vita! Ah, quanto amore sentivo per quella anonima schiera… Che importa se una gran parte di essi languiva da lungo tempo nel fondo di umide celle? Essi non si piegarono! Essi vissero, noi vivemmo ai margini della società da veri ribelli, da Iconoclasti intransigenti, oppure non curanti di ciò che poteva essere la tragedia finale. Ed è a questo pugno di coscienti “Protestatari neri”, o caro «Libertario», che oggi invio dalle tue colonne - dopo aver profondamente ringraziato Te e tutta quella schiera di compagni anarchici e amici socialisti per la massima solidarietà morale e materiale prestatami durante il mio vagabondaggio illegale e la mia… legale prigionia - un mio più fervido e fraterno saluto dicendo a loro: “Siate orgogliosi e fieri della vostra azione, perché è solo dalla disubbidienza e dalla rivolta che nasce un fulgido raggio di bellezza umana!”
Salve a voi o anarchici del fatto!
Salve a voi o uomini fratelli!

 — Ritornando, Il Libertario, n. 732, 25 settembre 1919, Renzo Novatore.

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Aggiungo,

Ho camminato con gioia infinita sulle vie del Dolore. Per compagno ebbi sempre il pericolo che amai come un caro fratello. Sulle labbra ebbi sempre l’ironico sorriso dei superiori e dei forti; negli occhi sereni la fascinatrice visione della tragedia eroica che solo comprendono i veri amanti della libera vita. Ero solo… ma nell’ombra sapevo che stava nascosta un’ardita falange di coerenti e di audaci che vivevano la mia stessa vita! Ah, quanto amore sentivo per quella anonima schiera… Che importa se una gran parte di essi languiva da lungo tempo nel fondo di umide celle? Essi non si piegarono! Essi vissero, noi vivemmo ai margini della società da veri ribelli, da Iconoclasti intransigenti, oppure non curanti di ciò che poteva essere la tragedia finale. Ed è a questo pugno di coscienti “Protestatari neri”, o caro «Libertario», che oggi invio dalle tue colonne - dopo aver profondamente ringraziato Te e tutta quella schiera di compagni anarchici e amici socialisti per la massima solidarietà morale e materiale prestatami durante il mio vagabondaggio illegale e la mia… legale prigionia - un mio più fervido e fraterno saluto dicendo a loro: “Siate orgogliosi e fieri della vostra azione, perché è solo dalla disubbidienza e dalla rivolta che nasce un fulgido raggio di bellezza umana!

Salve a voi o anarchici del fatto!
Salve a voi o uomini fratelli!

Ritornando, Il Libertario, n. 732, 25 settembre 1919, Renzo Novatore.

In Italia lo sport più diffuso è saltare sul carro del vincitore, io non salto su nessun carro. Ma se il comunismo è la strada per arrivare all’anarchia sì, sono sempre comunista

Gino Paoli (via sentenze)

Coerenza tra mezzi e fini portami via. Perfino ad un anarchico sociale e organizzatore come Malatesta sarebbe venuta la pella d’oca a leggere una cosa del genere.

«l’anarchismo sarebbe il fine e la dittatura del proletariato il mezzo, di conseguenza per liberare il popolo bisognerebbe iniziare con l’asservirlo!». Questo però è Bakunin.

Daje con la dittatura sul proletariato (notata la differenza?), cit.

Rebloggato da sentenze

Ci sono padroni solo perché ci sono schiavi e gli dei restano solo perché i fedeli si inginocchiano.

— Piccolo manuale dell’anarchico-individualista, Emile Armand.

Il vostro continuo richiamo alla meritocrazia gerarchica mi disgusta. Provo un odio viscerale verso il senso di vergogna e di indignazione di voi sfruttati.

Nessun risentimento nei confronti di voi sfruttatori.

Nessun vittimismo da parte mia.